25 September, 2006


Mi ero ripromesso di non parlare degli autori delle campagne pubblicitarie che commento. Un po’ perché comunque è un argomento che non mi interessa. Un po’ perché era mi intenzione occuparmi soltanto della creatività, dei contenuti delle campagne lasciando stare tutto il chitchat che ci sta attorno. Ma per Genertel ho deciso di fare un’eccezione. Questa campagna stampa, per chi non lo sapesse, è stata ideata da Oliviero Toscani. Sì, proprio lui. Ed è talmente incasinata e sconclusionata che mi è sorto un dubbio. Un atroce dubbio che, ho paura, possa risultare vero. E cioè che, nella vita, chiunque può avere una brillante idea. Chiunque. E forse, all’epoca di Benetton, Toscani ne ha avuta una. Che ha avuto il coraggio ed il profondo merito di portare fino in fondo senza compromessi di sorta ed i cui risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti. Ma resta pur sempre una sola e singola idea. Dopo la fine di quella splendida case history poco o nulla (nulla, tra l’altro, sarebbe stato preferibile guardando i lavori odierni) è seguito. A Londra (ma non solo lì) si dice che you are as good as your last work (sei tanto bravo quanto il tuo ultimo lavoro). E credo proprio che questo valga anche per l’illustre e oltremodo venerato Toscani Oliviero.

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