
La campagna stampa di Pica non vincerà mai il Festival di Cannes. E neppure l’ADCI. Ma è una campagna tutto sommato dignitosa, con un posizionamento e un’art direction non indifferente. Anche la fotografia lascia un ricordo che non svanisce dall’oggi al domani. Forse la parte copy poteva essere un po’ più curata. Ma nel complesso risulta comunque una campagna pubblicitaria riuscita. E’, se vogliamo, un po’ scuola BBH. Ovvero, campagne pubblicitarie basate fondamentalmente sulla parte visual con immagini che colpiscono e che lasciano il segno. Ma, a differenza delle campagne pubblicitarie bbhesiane che troppo frequentemente sono solo fine a se stesse, questa un posizionamento creativo ce l’ha. Ed è un posizionamento che si lascia leggere e guardare. Più guardare che leggere. Ma la maggior parte delle campagne pubblicitarie oggi non riescono a fare neppure questo.





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