06 February, 2007
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8 Comments:
Una pubblicità che - come tante - farfuglia.
La comunicazione di moda non comunica praticamente mai niente, il più delle volte è un puro gioco estetico di immagini e trattamenti, al massimo allude a situazioni ora glamour e ora provocatorie... E' più un lavoro da stylist e da fotografi che da pubblicitari, secondo me. Ora che ci penso, forse la comunicazione di moda è quella più vicina all'arte, ma a me che non sono artista non entusiasmerebbe lavorarci. Certo, questa di Chanel dell'opera d'arte ha ben poco...
Quel che volevo dire è che questa 'botta di creatività' alla Chanel se la potevano anche risparmiare. Non solo perché così facendo si posiziona Chanel verso il basso. Ma poi, diciamolo, non è sporcando il braccio della modella con l'inchiostro che si esce vincenti dallo schema preconfezionato modella/logo.
senza considerare la povertà del marchio, tra l'altro molto simile a quello di gucci...
somiglia anche al logo Papeete... quello si che era adatto al tatuaggio
Potrei rispondere che il tatuaggio sottolinea il legame attraverso l'identificazione con la marca. Potrei dirti che è una forma di ridondanza.
Potrei addirittura scomodare Fontanille che ha introdotto il termine "marquage" per indicare una "apposizione di contrassegni" prodotte sulle entità semiotiche.
Ma non lo faccio. Semplicemente sussurro che... la trovo insignificante. ma magari, semplicemente, neppure io l'ho capita (?)
[Ad ogni modo ne faccio una "citazione" sul mio blog così ne ampliamo la portata!]
Ah Ecco... come ho fatto a non pensarci prima! Forse ci sono! Ci troviamo in presenza di una forma di identità visiva riferita al "total look" di Chanel!
O forse no! (?)
Essere una "Chanel victim" estrema potrebbe giustificare il tatuaggio del logo? Alla Chanel hanno lanciato l'idea.
Assai improbabile che ciò accada nella vita reale, ove al massimo ci si tatua il nome dell'amato/a.
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