

In occasione del restyling l'Espresso va in stampa contemporaneamente con due format pubblicitari assai diversi. Nulla è vietato in pubblicità. Ma se avessero avuto una campagna pubblicitaria in cui credere fermamente dubito che sarebbero usciti con due idee distinte e, se vogliamo, poco congrue tra loro.





11 Comments:
Bah...
Se la prima può pure andare, la seconda mi pare inefficace sotto ogni punto di vista: in sé (se fosse uscita da sola) ed anche in combinazione con la prima.
Chi è l'agenzia?
Young e Rubicam mi pare...cmq veramente penose una e l'altra...settembre comincia bene :-)
non è Lowe Pirella? Non sono sicuro, lo intuisco dallo stile della prima, che mi ricorda le incerte campagne di Repubblica.
Young & Rubicam, si intravede la firma a lato... perché la trovi penosa, ciro?
(parlo al singolare perché la seconda mi sa proprio di adattamento imposto dal cliente per far veder bene la copertina.)
Cmq io non so ancora come la trovo, ci devo pensare...
i,...IMHO: forse mi sarei aspettato più creatività da un'agenzia così blasonata come YeR ?
forse perchè il claim facciamo luce funziona dentro l'impiabnto grafico della torcia e onestamente su quell'altro no
anche perchè proprio il claim mi sa di trito e ritrito della piccola azienda che vende lampadari
mi sembra così strano che una testata del genere nn riesca a uscire fuori dall'anonimato se nn con questo striminzito messaggio...
poi vogliamo parlare della creatività? una copertina a tutta pagina sfruttando il titolo dell'espresso? mah
il secondo la spada di luce mi da molto di Darth Feder...
avrei preferito di più una foto "stile reportage" sullo stile di quelle che puoi trovare qui :http://witness.fotoup.net/index.html
con un claim che bucava
insomma stiamo al solito discorso...che fine sta facendo la creatività in questo paese? Forse è gisto pensare come al solito che L'Espresso ha "ordinato" espressamente questo tipo di comunicazione ...forse
Ma a me sembra ovvio che il vero format è la prima campagna usata in preparazione del restyling (diversi soggetti per diverse settimane, alcuni riusciti e altri meno). La seconda è semplicemente l'annuncio dell'arrivo in edicola del primo numero con restyling. Cosa non vi torna? Mica le hanno usate per un mese in parallelo...
A me non torna che l'Espresso senta la necessità di uscire anche con la seconda. Come se la prima non sia riuscita a comunicare le novità che sono state apportate alla rivista.
No, te lo dico io cosa non gli torna. L 'italia è fatta da professionisti che si autoproclamano tali... giudico a priori, anzi criticano a priori, non si chiedono il perchp delle cose e poi... i Leoni li vincono gli inglesi e gli americani con ragazzi di 20 anni... che si fanno poche pippe mentali e fanno aprlare i fatti e i profitti. Queste due campagne vanno giudicate, bene o male, conoscendo target idea e finalità del messaggio. Se le analisi, si limitano a " VEDO. MMM NON MI PIACE. OK BRUTTA " ... quello è un campo che non mi appartiene. my italy. Sing.
Anonymous n.1, in effetti hai ragione, la prima è il rilancio (istituzionale) e la seconda è il sostegno al numero (di prodotto). Certo che i due annunci si potevano collegare un po’ di più.
Invece, anonymous n.2, se contesti (a mio parere giustamente) chi critica le cose con “mi piace – non mi piace”, perché non imposti un discorso costruttivo di analisi della campagna? Non credo che sia difficile intuire il target dell’Espresso e le finalità di un restyling. Comunque, sempre IMHO, questa campagna non è affatto male: dice una cosa chiara e semplice, che approfondiranno i temi caldi del momento e che quindi “faranno luce” sul nostro presente, da qui il visual torcia. Il claim,che Ciro trova trito, secondo me è giusto anche perché accompagna un visual abbastanza insolito. Tu che ne pensi?
:-)
Dico che, ogni lavoro è figlio di uno o più cervelli che in quel periodo di vita sono riusciti a sfornare solo quelle proposte da cui ne è scaurita una che convince più delle altre. Ma, come in ogni lavoro, credo che si possa fare sempre di meglio. Sempre. Ma a volte è troppo facile criticare il lavoro altrui, lo facevo anche io, lo faccio tutt ora ma ho capito he spesso, bastano pochi secondi di valutazione professionale per capire il lavoro di qualcuno. Che poi si possa fare meglio, ripeto... è sempre così. almeno per me. ;-)
Ma è anche vero che ci sono situazioni dove l'ultima parola è sempre del cliente, che puntualmente riesce a scegliere tra le varie proposte quella più sfigata...
: )))
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