18 January, 2009

Errore n.2

Dire alla coppia senior con cui state facendo un colloquio “I can't waste my time talking to a couple of idiots like you”.

Ecco, sì. Se dite una frase del genere a una coppia creativa senior ci sono alte probabilità che il colloquio non finisca nel migliore dei modi. Se poi alla suddetta frase fate seguire la chiusura del portfolio e l'uscita dall'agenzia le probabilità, neanche a dirlo, tenderanno invariabilmente allo zero. Ma ricapitoliamo. Non ricordo come ma avevo fissato un colloquio con una coppia senior della Duckworth, Finn, Grubb, Waters. Paul e Annie. Ci sono andato senza troppa convinzione a dir il vero. Già con la mezza idea che i colloqui con head of art, coppie creative senior e quant'altro non fossero molto utili. Ma all'inizio, mi sono detto, va bene tutto. Meglio non fare troppo i difficili. Così entro, mi presento, salgo in ascensore e quando arrivo al reparto creativo non c'è nessuno in vista. Vago tra un desk e l'altro e trovo Paul. Ah, sì, il colloquio. Ma ci sta. Non mi aspettavo il tappetino rosso. Comunque mi porta al suo desk, mi presenta Annie e insieme iniziano a sfogliare il portfolio. E qui Annie inizia il suo show. Questa è una porcheria, ma cos'è questa cosa, ma stiamo scherzando, e questa? Io mantengo un dignitoso silenzio ripetendomi 'relax' come un mantra. Ma lei continua imperterrita. Incrocio gli occhi di Paul che, seppur lievemente imbarazzato, non dice niente. Arrivata alla fine del book Annie mi guarda per vedere che cosa io abbia da dire. Io di cose da dire ne avrei anche ma, piegando a dismisura la mia indole, preferisco stare zitto. Al che lei gira il portfolio e parte nuovamente dalla prima campagna. Ora magari mi spiegherà qualcosa penso. No, Annie riprende esattamente da dove aveva finito. A quel punto tolgo il portfolio dalle mani di Annie e lo rimetto nella valigetta. Chiudo la valigetta, guardo Annie, guardo Paul e dico ad entrambi “I can't waste my time talking to a couple of idiots like you”. E mi avvio all'ascensore. Mah, chi lo sa. Forse Annie stava solo testando il mio carattere. Forse era solamente nervosa. In ogni caso, per come la vedevo io, era solo una perdita di tempo. Le porte dell'ascensore si aprono, io entro. E proprio mentre si stanno chiudendo sento qualcuno urlare. E' Annie. Che, presa dall'ira, mi rivolge improperi di ogni genere. Duckworth, Finn, Grubb, Waters. Un'altra agenzia da togliere dalla lista.

6 Comments:

Anonymous Lore!

Grandissimo.
Io sinceramente non credo che sarei riuscito a trattenermi dal mandarla a quel paese...

January 18, 2009 9:27 PM  
Anonymous bidum

Hai sbagliato categoria Marco. L'errore è stato andare a parlare con una coppietta senza potere di assunzione e desiderosa di smerdare il prossimo come tante volte è stato fatto con loro. Ora non lo rifaresti. Anzi, a guardare i big creatives che hai incontrato, direi che già da allora non più ricommesso quell'errore.

January 18, 2009 9:52 PM  
Anonymous pedro

ah ah ah... mi hai ricordato di quando, all'inizio della carriera, durante un'intervista il direttore creativo di un'agenzia (non ricordo onestamente quale) ha chiesto a me e alla mia copy i rispettivi segni zodiacali.
Quando poi ha cominciato a dire che sicuramente, io ariete, lei capricorno, avremmo avuto problemi di affinità... ci siamo guardati in faccia, ci siamo alzati e gentilmente, prima ancora di sentire l'esito, abbiamo rifiutato qualsiasi lavoro ci avesse proposto.

Lui non ci ha lanciato improperi ma l'esito è stato lo stesso.

January 19, 2009 4:45 PM  
Anonymous Anonymous

Con certi DC in certi colloqui mi è capitato anche di peggio. In quei momenti vorresti ricordargli quali schifezze stanno uscendo dalla sua agenzia in quel preciso istante, per la sua inettitudine e codardia. Ma non serve a niente farlo. Ti tagli solo la possibilità di un colloquio in un'altra agenzia il cui DC magari conosce il primo. E' triste, ma in questo paese funziona così. Nemmeno i peggiori stronzi puoi inimicarti se vuoi uno straccio di posto.

January 19, 2009 7:24 PM  
Anonymous Frank

Uhm... nel tuo racconto leggo anche qualcos'altro: la presunzione di essere i migliori.
La presunzione del garbato Paul, della stronzetta Annie e, a mio avviso, un po' anche tua.
Sì, perché magari in quegli anni il tuo presunto estro creativo doveva ancora crescere.
Ci siamo passati tutti da quella strada. E se mi giro indietro, mi rivedo quando cercavo di trattenere lo sputo dritto in faccia a qualche super creativo borioso, saccente e coglione. Come Annie.

Ma poi si cresce, si migliora, si lavora con grandi clienti. Alla faccia di qualcuno che non aveva creduto in te.

Ehi, nulla di personale eh :-)

January 23, 2009 5:07 PM  
Blogger Paolo Panatta

ottimi caratteri tutti quanti eh... probabilmente vi farebbero bene 9 mesi di accounting, vendite in negozio, customer care e telemarketing. il perchè? siete molto refrattari al genere umano mi sembra. e se la coppia ti/vi avesse messo alla prova? ci si offende quando si dà agli altri la possibilità di dire chi siamo. se eri in pace con te stesso perchè reagire così? evolevere nella parte umana, questa è la chiave. pretendere che il mondo si adegui al ns. ego è la condizione di chi vuol far carriere e soffrire molto. auguri eh...

September 18, 2009 1:19 PM  

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