Errore n.4
Presentarsi al colloquio con gli Executive Creative Directors della Leo Burnett da solo.
E dire che ormai lo sapevo che a Londra da solo non si va da nessuna parte. Ma mi ero stufato di andare ai colloqui con un finto copy laureato in finance che cercava lavoro alla City. L'ho anche cercato un copy. Non è che sono stato lì a correre tra un parco e l'altro e basta. Ma uno era un cretino che voleva fare il copy perché beveva birra e mangiava chips tutto il giorno e questo lo qualificava automaticamente come copy. Un altro era olandese e una coppia creativa italo-olandese era semplicemente improponibile. Poi quello giusto l'ho anche incontrato ma io lì per lì non me ne sono accorto. E quindi la prima domanda che mi hanno fatta è stata dov'è l'altro. Io ho risposto che non era potuto venire. Ma va da sé che ormai il colloquio era andato. E' stata quel che si potrebbe tranquillamente definire una pura formalità. Mah, già che ci sono vi dico anche che è successo. Pioveva, tanto per cambiare. Io mi ero messo l'impermeabile nero comprato ad un flea market per pochi pounds e al braccio avevo la mia valigetta d'argento. A colpo d'occhio più Jean Reno in Léon che non un art in cerca di lavoro a Londra. E infatti quando ho aperto la valigetta, da come mi hanno guardato, non erano mica tanto sicuri di quel che ci fosse dentro. Poi, visto il portfolio, hanno tirato un sospiro di sollievo, l'atmosfera si è fatta più rilassata e si sono messi a guardare le campagne. 2 su 7 è stato il commento. Come? 2 erano fenomenali le altre 5 solo ok. Torna quando ne hai 7 mi hanno detto. Senza però indicarmi quali fossero le 2 fenomenali. Facile, no?
E dire che ormai lo sapevo che a Londra da solo non si va da nessuna parte. Ma mi ero stufato di andare ai colloqui con un finto copy laureato in finance che cercava lavoro alla City. L'ho anche cercato un copy. Non è che sono stato lì a correre tra un parco e l'altro e basta. Ma uno era un cretino che voleva fare il copy perché beveva birra e mangiava chips tutto il giorno e questo lo qualificava automaticamente come copy. Un altro era olandese e una coppia creativa italo-olandese era semplicemente improponibile. Poi quello giusto l'ho anche incontrato ma io lì per lì non me ne sono accorto. E quindi la prima domanda che mi hanno fatta è stata dov'è l'altro. Io ho risposto che non era potuto venire. Ma va da sé che ormai il colloquio era andato. E' stata quel che si potrebbe tranquillamente definire una pura formalità. Mah, già che ci sono vi dico anche che è successo. Pioveva, tanto per cambiare. Io mi ero messo l'impermeabile nero comprato ad un flea market per pochi pounds e al braccio avevo la mia valigetta d'argento. A colpo d'occhio più Jean Reno in Léon che non un art in cerca di lavoro a Londra. E infatti quando ho aperto la valigetta, da come mi hanno guardato, non erano mica tanto sicuri di quel che ci fosse dentro. Poi, visto il portfolio, hanno tirato un sospiro di sollievo, l'atmosfera si è fatta più rilassata e si sono messi a guardare le campagne. 2 su 7 è stato il commento. Come? 2 erano fenomenali le altre 5 solo ok. Torna quando ne hai 7 mi hanno detto. Senza però indicarmi quali fossero le 2 fenomenali. Facile, no?





6 Comments:
Ammazza, ma in quanti ti hanno trombato? ;-)
non sapevo che per trovare lavoro come art director, occorresse presentarsi anche con un copy. E' solo a Londra che funziona in questo modo o va così anche qui in Italia?
to be continued l'hai omesso ;-)
per essere uno che impiega 5 minuti a fare quello che gli altri fanno in 5 giorni ne hai fatti di errori.
ma soprattutto se impieghi 5 minuti a fare le cose... perché non impieghi una manciata di secondi per aggiornare il tuo blog?
importante è non cercare di fare le scarpe a chuck norris, nè in 5 minuti nè mai!
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