Errore n.5
Rispondere all'headhunter che hai di fronte “I'm not going to explain my campaigns. You can't get them”.
Per sopravvivere a Londra essere il più bravo art director al mondo non basta. Devi essere mentalmente forte. Farti scivolare addosso ogni critica. Devi avere una certa personalità, non farti mettere i piedi in testa da nessuno, essere sempre sicuro di te stesso e non mostrare mai alcuna debolezza. Sennò non duri una settimana. E questo lo sapevano tutti. A parte io naturalmente. E così all'inizio non ho ben capito perché molte persone fossero così dure con me. Gli insulti che mi rivolgevano quando mi mettevo seduto per terra con la valigetta aperta di fronte alle agenzie. Alcuni colloqui decisamente andati male. Come al solito ci ho messo un po' ad afferrare il concetto. E penso di essermene reso pienamente conto il giorno che ho incontrato Charlotte. Charlotte non era Liz Harold. Ma era un ottimo headhunter e gli headhunter qui ti ricevono sempre anche se non sei nessuno. Perché se oggi sei in mezzo alla strada magari tra 2 o 3 anni sei in una top agency e vali qualcosa. E' il loro modo di fare new business. Entro, mi presento e mi fanno accomodare. Dopo qualche minuto la segretaria mi indica una stanza. Apro la porta, mi siedo, giusto due domande di rito ma quel che vuol vedere Charlotte è il portfolio. Glielo porgo, inizia a sfogliare le campagne e subito appare scettica. Alla seconda inizia a dirmi “I can't get it”. Alla terza una smorfia. Alla quarta, di nuovo “I can't get it”. Alla sesta “I can't get it”. Alza gli occhi e mi chiede spiegazioni. All'ultima scuote visibilmente la testa e poi pronuncia per l'ennesima volta un “I can't get it”. Chiude il portfolio e si aspetta che io dica qualcosa. E così, non so da dove, mi escono le seguenti parole “I'm not going to explain my campaigns. You can't get them”. Charlotte è nera. Livida. Mi fissa per qualche secondo indecisa sul da farsi. Poi, con mia totale sorpresa, mi dice che farò strada e che posso andarmene. Prendo il portfolio, mi alzo, lo metto nella valigetta ed esco. Ma allora perché tutte quelle domande? E capisco che Charlotte voleva solo sapere di che pasta ero fatto. Mah, sì. Forse il test l'ho anche superato. Però, dopo averle detto quel che le ho detto, è chiaro che non mi è stato più possibile chiamarla.
Per sopravvivere a Londra essere il più bravo art director al mondo non basta. Devi essere mentalmente forte. Farti scivolare addosso ogni critica. Devi avere una certa personalità, non farti mettere i piedi in testa da nessuno, essere sempre sicuro di te stesso e non mostrare mai alcuna debolezza. Sennò non duri una settimana. E questo lo sapevano tutti. A parte io naturalmente. E così all'inizio non ho ben capito perché molte persone fossero così dure con me. Gli insulti che mi rivolgevano quando mi mettevo seduto per terra con la valigetta aperta di fronte alle agenzie. Alcuni colloqui decisamente andati male. Come al solito ci ho messo un po' ad afferrare il concetto. E penso di essermene reso pienamente conto il giorno che ho incontrato Charlotte. Charlotte non era Liz Harold. Ma era un ottimo headhunter e gli headhunter qui ti ricevono sempre anche se non sei nessuno. Perché se oggi sei in mezzo alla strada magari tra 2 o 3 anni sei in una top agency e vali qualcosa. E' il loro modo di fare new business. Entro, mi presento e mi fanno accomodare. Dopo qualche minuto la segretaria mi indica una stanza. Apro la porta, mi siedo, giusto due domande di rito ma quel che vuol vedere Charlotte è il portfolio. Glielo porgo, inizia a sfogliare le campagne e subito appare scettica. Alla seconda inizia a dirmi “I can't get it”. Alla terza una smorfia. Alla quarta, di nuovo “I can't get it”. Alla sesta “I can't get it”. Alza gli occhi e mi chiede spiegazioni. All'ultima scuote visibilmente la testa e poi pronuncia per l'ennesima volta un “I can't get it”. Chiude il portfolio e si aspetta che io dica qualcosa. E così, non so da dove, mi escono le seguenti parole “I'm not going to explain my campaigns. You can't get them”. Charlotte è nera. Livida. Mi fissa per qualche secondo indecisa sul da farsi. Poi, con mia totale sorpresa, mi dice che farò strada e che posso andarmene. Prendo il portfolio, mi alzo, lo metto nella valigetta ed esco. Ma allora perché tutte quelle domande? E capisco che Charlotte voleva solo sapere di che pasta ero fatto. Mah, sì. Forse il test l'ho anche superato. Però, dopo averle detto quel che le ho detto, è chiaro che non mi è stato più possibile chiamarla.





15 Comments:
Cara Casalinga, a Londra c'è un detto che suona grosso modo così "quick or dead". Nasce sulla metro per dire che o ti muovi veloce o loro ti calpestano. Gli inglesi, ed i londinesi di più, sono gente dura, forte, pragmatica e piena di sè. Si sento i padroni del mondo e se ti fermi a guardare la loro storia capisci bene perché. Odiano perdere tempo e odiano ancora di più gli smidollati. Non si può andare a Londra e non sapere tutto questo. L'errore, a mio avviso, non è stato risponderle ma non richiamarla. Se rispondendole per le rime hai dimostrato di essere della sua stessa pasta (duro e pieno di te) non richiamandola hai mostrato che la tua sicumera non era selfconfidence tipicamente anglosassone, ma boria tipicamente latina. E la boria è quello che non perdonano a noi latini. Tieni sempre a mente che fine ha fatto la invicibile armada spagnola. Loro lo fanno sempre.
Beh di strada Casalinga ne hai fatta!
In bicicletta....
Andrea
Sinceramente certe storielle da "diario di un fallito" stridono decisamente con l'idea di fondo "ho lasciato questo dorato mondo in quanto ero il più figo del reame e ci mettevo 5 minuti a fare quello che gli altri facevano in 5 giorni."
Hai dimenticato l'errore n.0, caro Marini, quello della tua inossidabile presunzione. Senza quella forse avresti fatto più strada. I presuntuosi piacciono ai presuntuosi, quelli bravi apprezzano invece spesso la modestia. Che ovviamente ti manca, anche a vedere da come spari sentenze sul lavoro altrui, a volte senza documentarti neanche bene. Hai fatto bene a tornartene in Italia; forse lì, ancora per un po', i presuntuosi li apprezzano ancora.
Mi spiace dire che i modesti non arrivano da nessuna parte. L'ultimo degli anonymous (firmati!) potrebbe dire che anche i presuntuosi non fanno molta strada... tranne in bici.
Tutti sanno che si fa carriera solo se si ha la fortuna di beccare un capo illuminato o uno stupido.
Illuminato se uno è modesto e bravo e il boss ti premia lo stesso (alias non ha paura di te) riconoscendo le tue doti.
Come vorrei che il mondo fosse così.
Stupido... in tutti gli altri casi. L'arroganza e la presunzione non servono mai o meglio servono solo quando devi contrattare il tuo stipendio.
Per il resto mi sembra molto ingenuo girare londra in questo momento, resta in italia dove oltre ad apprezzare il tuo carattere tendono a non rendersi conto bene della situazione che ci circonda.
e fatevi tutti una risata!
fa bene alla salute, sdrammatizza e stempera l'invidia.
cià.
Leggendo la Casalinga di risate me ne faccio a volontà! ah ah ah....e anche certi commenti cara la mia Giorginha....
Andrea
Tanto tempo fa avevo amici e compagni di banco che intrapresero al carriera della finanza oppure della comunicazione oppure della gestione economica di una azienda. Salvo un paio che si sono riciclati nell'azienda di papà (e vanno avanti a cocaina) , ebbene tutti gli altri sono alla canna del gas. Sia che sia il gas della propria stanzetta in subaffitto a Londra o Parigi , sia che sia il gas della casa dei propri genitori dove durante questa "crisi" sono ormai tutti ritornati.
Ricorderemo gli anni '90 e '00 come quelli del Grande Nulla. Speriamo che gli hard disk non si cancellino portandosi via i milioni di mb di foto cretine a gente ormai dimenticata.
Parlando di inglesi d.o.c. mi torna sempre in mente un commento durante un'intervista di Red Ronnie a Keith Richards (chitarrista dei Rolling Stones, il quale sentendosi porre la domanda: "quale musica non ti piace e perchè?" rispose serafico: "ascolto molta musica ma non tutta, tutto il resto mi limito a non ascoltarla."
Significa che non è obbligatorio sparare a zero su una cosa che non ti piace.
Offendere porta a poco secondo me.
Ma scusa le campagne funzionavano n Italia?
Casalinga che fine hai fatto?
Hai trovato finalmente un'occupazione?
Era ora!
:)
blog chiuso. lo odiano tutti.
E invece secondo me è un bel blog. - arnald
Giusto per inquadrarmi, sono uno stupido grafico esecutivista di 48 anni e sono capitato per caso in questo blog. Facendo il lavoro che faccio sono a contatto giornaliero con quelli del tuo stampo, quelli pieni di sé, devo mettere in esecutivo i loro capricci e poi cambiarli ripetutamente seguendo il loro umore.
Leggendoti e soprattutto leggendo i commenti dei tuoi lettori (neanche tutti) mi è salito il sangue agli occhi, tanto che non riesco ad uscire (dal blog) senza lasciare una taccia:
Dunque. Hai mandato a quel paese prima la coppia senior della Duckworth, Finn, Grubb, Waters; poi l'headhunter Charlotte, solo perché non hanno apprezzato i tuoi lavori?
Ti sei sentito sminuito a mostrare i tuoi lavori a due junior della Ogilvy che avevano la tua stessa età? (Intanto loro lavoravano alla Ogilvy e tu eri a spasso).
Però sputi sentenze e non risparmi giudizi alla creatività altrui.
La frase fatta sorge spontanea: ma chi ti credi di essere? Ma chi sei!
Poi ti sciogli davanti a Trevor Beattie che guarda il tuo portfolio, dice OK e poi parla d'altro. ...E ti "rapisci" ascoltando le due persone che più stimi al mondo mentre parlano dei cavolacci loro durante il tuo colloquio. Forse c'è qualcosa che non va.
In ultimo, tu e i tuoi compagni di merende sputate sopra uno stage di La Sterpaia?
Ma cosa volete? Cosa vogliono oggi i giovani creativi sotto i 25 anni? Considerati gli anni di studi, quanta esperienza credono di avere? Parlo di esperienza di vita, oltre che professionale.
Non vi hanno spiegato che all'inizio bisogna fare la "gavetta" e non si viene pagati? In cambio si riceve il famoso know-how, e quello è il vostro patrimonio più prezioso, quello che dovete mettere sul tavolo con umiltà assieme al vostro portfolio. Pensate che proclamarsi "creativi" basti a farvi piovere addosso soldi e successo? Forse è meglio che fate un bel gruppo e tornate a girare l'Italia in mountain bike.
Non perdete tempo a rispondermi, come dicevo, sono capitato qua per caso, me ne vado e non intendo tornarci. Auguri.
GRANDE! La bella casalinga aveva creato un sito per parlare di sé e far vedere quanto era figo...
Dopo un primo periodo in cui tutti credevano fosse veramente un figo, tutti hanno capito che è una persona piiiiiccola così.
Ora che non ha più i consensi che voleva il blog è morto e lui scappato.
hahahhahahahhahahahahahahhahahahah
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