
Certo che la pubblicità è davvero strana. Si organizzano innumerevoli meeting con il cliente, si presentano idee al proprio direttore creativo basate su brief lunghi e dettagliati, si commissionano ricerche di mercato ai vari istituti preposti, si dà spazio ad accese discussioni nei vari focus group per cercare di capire quali sono i bisogni reconditi dei consumatori. Si fanno le ore piccole, si indicono gare creative all’interno dell’agenzia, si salta la pausa pranzo, si cerca in tutti i modi di seguire per filo e per segno le regole (non scritte) della pubblicità. Quando, a volte, una stupida fotografia riuscita ottiene molto più di qualsiasi arzigogolata strategia messa in atto.


























