30 June, 2008

Volkswagen


Macché Cannes e Cannes. La creatività italiana di cui andare fieri e orgogliosi è questa. Quella che trionfa in tutta Europa. E poi c'è chi va in giro a dire che siamo dei cialtroni senza idee.

20 June, 2008

Fiat


Ma il re indiscusso, il grande affabulatore, l'immarcescibile campione dei giochetti di parole resta e rimane la nostra cara e amata Fiat. Al cui confronto tutti gli altri sembrano pivellini, scolaretti coi pantaloni alla zuava al primo giorno di scuola. Che riesce a creare un irraggiungibile e impareggiabile gioco di parole con il nome stesso della macchina. Sempre avanti. Punto. Dove, non si sa. Ma che importa. Il gioco è fatto.

16 June, 2008

Daihatsu


Per cominciare in bellezza la settimana ecco un vero gioco di parole. Uno di quelli con il doppio senso che ti fanno rimanere lì a bocca aperta, che ti tolgono il fiato tanto sono arguti e pungenti, con il quale resti insonne a ruminarci su tutta la notte. Sirion. Il miglior prezzo sulla piazza. E tutti vissero felici e contenti.

13 June, 2008

Honda


E allora via con i giochettini di parole che non servono a nulla ma che fan felici tutti. Dal Junior Copywriter che se la mette in portfolio all'Amministratore Delegato che è certo di aver ottenuto il non plus ultra della creatività. Oggi Honda. Nulla brucia più dell'invidia. E c'è anche la striscia di fuoco. Così, giusto per ribadire il 'concetto'.

09 June, 2008

Ing Direct


Noiose? Noiose non è una bella chiusura. Anzi, non è affatto una chiusura. Qua qualcuno ci ha messo le mani. No, non l'account. Parlo di chi scrive di solito le headline. Il cliente.

04 June, 2008

Richard Flintham

Richard e Andy sono la coppia creativa del momento. Dopo aver vinto tutto con la BMP DDB hanno appena aperto la sede londinese della Fallon. Non sembrano davvero due che hanno bisogno d'aiuto. Eppure Richard Flintham mi riceve. Entro in agenzia e mi presento. Alla reception alzano il telefono e poco dopo arriva la segretaria. Mi dice che Richard è dovuto andare via e che se voglio posso lasciare il portfolio a lei. Aspetto qualche secondo e le dico 'I don't do that'. Lei mi fissa come se mi stesse guardando per la prima volta. E' visibilmente sorpresa dalla risposta e solo ora nota il mio impermeabile nero, un po' sgualcito, della seconda guerra mondiale. Si volta di scatto, forse arrabbiata con se stessa per aver fatto trasparire questa sua emozione, e mi dice che possiamo fissare un nuovo appuntamento. La ringrazio e la saluto. Due settimane dopo incontro Richard. E' cordiale, parliamo di alcuni commercials che sono on air, mi mostra l'agenzia. Poi ci sediamo. Apro il portfolio e Richard inizia a sfogliare le campagne. Ma non le commenta e ho come l'impressione che stia pensando ad altro, che la sua attenzione sia altrove. Comincio anch'io a guardare il portfolio. Penso a quanta fatica ho fatto per costruirlo, a tutti gli anni di lavoro che ci sono dietro, alla perseveranza che ho avuto per essere qui con lui. Ed è in questo preciso momento che mi rendo conto che per trovare lavoro a Londra non basta essere la persona giusta al posto giusto.